Ecommerce italiano in piena corsa

Ne abbiamo parlato recentemente: a causa della crisi l’ecommerce ha ricevuto una spinta notevole nell’ultimo anno. Decolla dunque, finalmente, l’ecommerce anche in Italia. Nel 2010 l’e-commerce in Italia è cresciuto del 43% rispetto all’anno precedente, circa 1/3 dei navigatori italiani ha fatto acquisti online negli ultimi sei mesi, e per importi tutt’altro che insignificanti, con una spesa media di circa 200 Euro pro-capite.

In totale il giro d’affari dell’ecommerce sviluppato in Italia supera, quindi, già abbondantemente i 14 miliardi di euro. E questo è il lato positivo della notizia. Quello negativo è che in realtà sono pochissime le aziende italiane che hanno saputo approfittare di questa nuova domanda espressa dai consumatori-navigatori.

Insomma l’ecommerce italiano soffre oggi di una strana anomalia: esiste già una significativo gruppo di utenti disposti a comperare via Internet, che non trovano però aziende italiane disposte, o preparate, a vendere sulla rete.

Online si acquistano soprattutto biglietti o offerte di viaggio; gli altri beni più richiesti sono poi in ordine decrescente quelli alimentari, elettronica di consumo, libri, cd musicali e tanto altro.

A far preferire il negozio online, anziché quello tradizionale, per fare compere sono soprattutto la velocità della transazione (“si evitano le perdite di tempo per girare tra un negozio e l’altro alla ricerca dell’offerta più conveniente”), la disponibilità virtuale del prodotto (si acquistano beni rintracciabili su mercati esteri o per chi vive nei piccoli centri – solo nelle grandi città),  il risparmio (soprattutto chi acquista da casa è sensibile a sconti sul prezzo e a riduzioni sui costi di spedizione) e infine ricevere comodamente a casa il prodotto scelto.

Non tutti gli utenti della rete hanno però superato la barriera psicologica della sicurezza e della privacy: i potenziali consumatori temono e non gradiscono che possano essere accumulate informazioni sulle proprie abitudini di spesa e comportamenti. Tuttavia queste barriere sono più frutto di disinformazione che pericoli reali: oggi chi acquista on line, sa che il trattamento dei dati personali è ben legiferato e tutelato, e che le transazioni online sono più sicure di un tempo grazie alle carte di debito (“postepay”), agli e-wallet (“paypal” o “google checkout”) e la sicurezza raggiunta per le transazioni online con carta di credito. In particolare poi byoutique.com centralizza e governa centralmente i dati di tutti

Maggiore fiducia, poi, è dimostrata se gli acquisti sono effettuati su siti “conosciuti”: il consumatore cioè si fida di più di un mall virtuale o di un negozio dal marchio già riconosciuto piuttosto che di un rivenditore on line dai prezzi vantaggiosissimi, ma “dall’insegna” poco nota.

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